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giovedì 8 dicembre 2016

"Oltre l'anima", versi e righi di Pietro Romano

Quando apprezzo un libro, modello gli angoli delle pagine ripiegandoli su se stessi: questo vale per autori e autrici sempreverdi così come per chi ha deciso di ricorrere al self-publishing.
È il caso dell'autore youcaniano Pietro Romano e del suo Oltre l'anima.




La scelta è ricaduta su questo libriccino grazie alla sua copertina, che emana un senso di tranquillità e pace: dopotutto, la lettura per me deve essere relax!
Divorato il libro in poche ore discontinue, l'espansione dell'anima di Pietro si riflette nella sua gamma di sentimenti e argomenti racchiusi in brevi o lunghi versi e righi: il fascino, la maturità, la felicità, il mutamento, il cinismo, il disincanto, l'immortalità.
Per darvi un'idea di ciò, riporto alcuni testi di questo zibaldone, come l'ha definito lui nella sua quarta di copertina (stuzzicando subito la mia curiosità, essendo un'appassionata di Leopardi).

Fascino
Forza che si sprigiona
Energia interiore
Capacità di comunicare.

Maturità
Adesso che ho 42 anni, non debbo più dimostrare niente a nessuno. Adesso sto solo con chi mi vuol bene. A chi storce il muso, tutti gli ipocriti e i violenti, sbatto la porta. Di casa mia e del mio cuore. Ho tanto scialacquato, coi sentimenti, e ora bisogna risparmiare.

Sono tante le cose che ci fanno soffrire... ma la sofferenza ci tempra la mente e lo spirito e ci restituisce alle cose semplici ed essenziali della vita.

Trovandoci in clima natalizio (almeno dal calendario: a Napoli non fa ancora quel freddo da casa Stark), Pietro ne ha enfatizzato gli aspetti più cruenti e realistici:

Il Natale
Del Natale ricordo...
I litigi dei miei genitori...
Una donna assente...
Il valzer meschino dei regali...
Alberi mai addobbati...
Amori incompresi...
La solitudine tagliente e viscida...
Le parole mai dette...
La mia vita che fugge via...

Infine, non ho potuto non sorridere mesta di fronte a questa poesia:

Mio Padre
Mio padre
cercava la pace...
cercava la pace interiore...
La cercava negli occhi della gente...
Negli sguardi volitivi degli amici...
Mio padre
cercava la pace...
cercava la pace interiore...
La cercava negli accenni festosi del suo cagnolino...
Negli sguardi
lacrimevoli e incerti dei suoi figli...
Nello sguardo compassionevole e tollerante di mia Madre...
Nei favori che faceva alle persone...
ricambiati poco...
Nella preghiera costante e quotidiana a Dio...
Adesso...
Spero... con tutto il cuore abbia trovato quella pace interiore cui ha dedicato un'intera esistenza.

Leggete self, leggete Oltre l'anima di Pietro Romano!

giovedì 1 dicembre 2016

Io scrivo perché "quando sento il peso d'essere sempre solo/mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo" (Francesco Guccini - "Cirano")













L'idea di scrivere questo post è partita più di un anno fa, quando frequentavo una "rivista letteraria" che mi deluse poco dopo per le sue incoerenze e per delle critiche poco professionali e molto elitarie, ma da cui ho man mano tratto degli spunti di miglioramento.

Una delle domande che mi fu fatta è stata la motivazione del mio scrivere. Durante la conversazione, mentre guardavo Big Hero 6 con mio fratello, ho fornito una risposta che, a pensarci bene, reputo molto restrittiva rispetto al complesso di motivazioni che da tempi immemori mi ha spinta a prendere l'oggetto fallico e a vomitare l'anima su fogli volanti, sul block notes che fa da copertina a questo post e infine anche sul cellulare.

Pertanto ne approfitto per riportare a mo' di elenco della spesa le mie motivazioni:
  • Scrivo per continuare a far vivere quella goccia che, dal vetro che osservavo, scorreva colorata, racchiudendo l'umanità intera.
  • Scrivo mentre ascolt(av)o canzoni fatte di sola musica, immaginando il pensiero originario del musicista nel comporre quelle note.
  • Scrivo per dare voce alla fobia delle cavallette che ancora mi paralizza (sì, ho scritto anche una storia che reputo alquanto creepy e che lessi in classe al primo anno di liceo, suscitando lo sguardo concitato della prof di italiano dell'epoca).
  • Scrivo per dare spazio alla carica implosiva della mia rabbia, sentimento che a oggi esprimo ancora come farebbe il Vesuvio e non come farebbe l'Etna.
  • Scrivo per combattere la solitudine: chi non l'avrebbe fatto al mio posto, abitando in un luogo privo di altri svaghi oltre a serie tv e cartoni animati? Solitudine combattuta in particolar modo da quando ho iniziato a usare l'old but gold MSN tramite mia cugina che, nel lontano Santo Stefano 2005 mi iscrisse su una chat chiamata QBR e su MSN. Un modo da parte sua per delegare a mezzi freddi, anonimi e controllati la responsabilità di ascoltare la mia voce e tutto ciò che avessi da dire di buono e di negativo, così come di ascoltare la sua di voce, visto come si è comportata successivamente e come si sta ancora comportando nei miei riguardi, rendendo nulli tutti quei progetti di viaggi ed esperienze e successi da condividere, annerendo quel filo rosso che mi legava a lei, che credevo ci legasse.
  • Scrivo per superare la timidezza: il mio ragazzo talvolta mi ringrazia ancora perché sono riuscita, scrivendoci all'epoca da amici e al giorno d'oggi come fidanzati, a fargli superare la sua timidezza, senza pensare che è grazie a lui che io sto superando e ho superato la mia di timidezza, soprattutto nel dire ciò che non va in un rapporto e nel cercare di ottenere ciò che merito di ottenere.
  • Scrivo per far permanere tracce di felicità e divertimento in una vita non facile, segnata da difficoltà famigliari e relazionali che non tutti hanno il tempo né la voglia di ascoltare ma di cui alcune persone si prendono cura aiutandomi, alla Samwise Gamgee, a portare il fardello verso il Monte Fato.
  • Scrivo per urlare al mondo tutte le ipocrisie dietro cui la società si cela, tema portante della mia poesia Il potere e tematica principale del mio futuro Hypocritaly, fra le opere in prosa in bozza e di futura pubblicazione insieme ad altre sia in prosa sia in versi, versi questi davvero concreti: il mio lato tasso che caratterizza il 99% delle mie poesie adolescenziali ha lasciato definitivamente il posto al mio lato più crudo. Dopotutto si cresce e con se stess* crescono anche le opere, che siano in prosa o in versi. Difatti il mio Poesie di periferia lo reputo anche un Bildungsgedichtband (raccolta di poesie di formazione), termine che non esiste ma che rimanda al Bildungsroman (romanzo di formazione). Sì, di tanto in tanto invento nuove parole composte, tanto da farmi pure bocciare a un esame di tedesco durante la laurea magistrale!
  • Scrivo perché la mia penna va più veloce dell'aria che attraversa l'apparato respiratorio.
  • Scrivo per accettare la solitudine, proprio come riportato nel titolo di questo post.
  • Scrivo a scopo terapeutico: prendendo le misure dei miei sentimenti di quel preciso momento posso successivamente distaccarmene per valutare se ciò che ho scritto rispecchia davvero la realtà o è quasi prettamente frutto di mie proiezioni sulla realtà.
  • Scrivo per sfilacciare il filo contorto delle mie preoccupazioni.
  • Scrivo per il piacere di scrivere: non è il motivo principale in verità, ma a me piace davvero scrivere.
  • Scrivo e pubblico in self per bisogno e per rimorso: avrei voluto superare prima la timidezza e mostrare prima a più persone, nondimeno a papà, le mie poesie e i miei racconti brevi (di cui uno edito, La donna col cappotto rosso, già pubblicato su Anti-Zibaldone 2.0, e due inediti, Lo sgabello ricostruito​ e la storia creepy sulla mia fobia delle cavallette di cui non mi pare abbia messo alcun titolo).
  • Scrivo per ricordare che in quelle precise coordinate spazio-temporali ero felice, triste, arrabbiata, delusa, amareggiata, speranzosa, rassegnata, determinata, etc.. Un'alternativa al Tardis se ci penso!

E voi, perché scrivete?
Se vi ritrovate in almeno una di queste motivazioni, cliccate "Mi piace" a questo post e condividetelo sui vostri social network!
Inoltre scrivetemi in privato alla mail robertafi.visone@gmail.com, così da raccogliere tutte le vostre testimonianze e riportarle in un nuovo post dedicato a voi!

martedì 29 novembre 2016

"Il talento vale pressoché niente, mentre l'esperienza acquisita con l'umiltà e il duro lavoro è inestimabile." - Pareri personali sul rapporto di lavoro

Quello che segue è uno dei post più riusciti del mio vecchio sito. 









Quando un certo tipo di persona ottiene (o ritiene di avere ottenuto) la maestria in qualcosa (anche grazie a fattori facilitanti), a mio parere subisce un'amnesia.


Dimentica di essere stata matricola e l'ansia da prestazione.
Dimentica l'euforia e la fretta di imparare e di uscire dallo stato di matricola.
Dimentica il senso di insicurezza e la voglia di non dare (più) fastidio agli altri con continue domande.
Dimentica l'impulso verso l'autonomia, forte quanto gli errori che chiaramente sono dettati dalla mera inesperienza nell'ambito e non da incapacità assolute.

Questo oblio si traduce in critiche (non tutte costruttive, anzi, talune vogliono toccare/toccano pure sul personale) alla matricola di turno, laddove magari, a mio parere, si vuol colpire soprattutto il proprio sé del passato, imbranato e goffo.
Questo oblio si traduce in mancata pazienza e tolleranza verso gli errori altrui.
Questo oblio si traduce anche in latente invidia: secondo me questo tipo di persona teme che gli venga "ciulato" il posto.

Poco fa mi è venuta in mente la scena di Profumo - Storia di un assassino dal minuto 35 al minuto 43, così come mi è venuta in mente l'impazienza di Jean-Baptiste.


La mia impazienza nei confronti di me stessa innanzitutto, così come quella che avvertivo in agenzia viaggi tempo addietro.

Tu cosa ne pensi? Aspetto tuoi commenti!

giovedì 10 novembre 2016

BACKSTAGE - La prima volta dei self-publisher "Autori Youcaniani": Expo Libri Padova 2016!

Giusto per un promemoria, di seguito riporto l'articolo sull'Expo Libri Padova 2016, pubblicato anche su Volo dei Sensi http://www.tertulias.it/magazine/volodeisensi-magazine-vol-47-787:

Dall'11 al 14 novembre alcuni autori youcaniani saranno presenti a un evento letterario cui si è aderito come il titolo di un film di Peter Jackson: Un viaggio inaspettato.

Per chi non lo sapesse, gli Autori youcaniani sono degli scrittori di tutta Italia che hanno scelto una recente modalità di pubblicazione delle proprie opere: il self-publishing. L'auto pubblicazione costituisce una via alternativa a quella canonica: si possono scegliere la quantità, il formato, la copertina, la rilegatura, il tipo di carta e altri elementi, il tutto a prezzi notevolmente ridotti e stabilendo già da subito un contatto diretto con lo staff della piattaforma cui ci si rivolge!

Youcanprint è la piattaforma online che permette tutto ciò, col supporto (anche morale) di uno staff pronto a rispondere nell'immediato alle esigenze, ai dubbi, all'amarezza e all'entusiasmo di chi si affida a esso.
Eppure self non vuol dire solo risparmio, ma anche autonomia (nella gestione del tempo per farsi pubblicità e per creare pagine, gruppi, blog appositi, etc.), spirito d'iniziativa, intraprendenza, coraggio, testardaggine, così come timore, come quello di contrapporsi alle case editrici famose, di non riuscire a farsi pubblicità in mezzo a tanti gruppi social, di non essere in grado di far emergere la propria opera, ecc..

Gli Autori youcaniani si rispecchiano in pieno in questa descrizione e hanno scelto Youcanprint non come ripiego, bensì in maniera del tutto consapevole. Desiderano dare il proprio contributo al mondo dell'editoria e il sapore delle soddisfazioni nel pubblicare in autonomia è più dolce di un bignè. Sanno di potercela fare e di superare le difficoltà lavorando soprattutto in squadra: non a caso si sono battezzati come youcaniani!
Alcuni di questi autori saranno fisicamente presenti all'Expo Libri Padova 2016 per farvi toccare con mano questa realtà; siete già curiosi di sapere i nomi, vero?

Prima di ciò, voglio mostrarvi il dietro le quinte, così vi farete un'idea su come la piattaforma online Youcanprint sia riuscita a occupare lo spazio che merita all'Expo Libri Padova 2016 e su come un lavoro di squadra possa essere benefico per il singolo scrittore quanto per tutti!
Uno dei primi messaggi pubblicati sul gruppo FB Youcaniani e aspiranti autori di Youcanprint risale al 6 settembre:
"Buongiorno a tutti. Per caso Youcanprint sarà presente all'Expo Libri di Padova? C'è qualche autore che ci va?"
Una prima risposta arriva come la spada sul collo di Ned Stark:
"Youcanprint per ora non partecipa a fiere. Ci organizzeremo per Torino 2017."

Eppure, dopo aver ricordato il desiderio espresso da molti autori di voler partecipare a un evento dal vivo, quel "per ora" suona alle mie orecchie come la Umbridge quando continua la sua scalata verso la carica di Preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts: manco a farlo apposta, iniziano le varie domande sulla prassi da seguire e sulle misure e sui costi degli stand.

Viene quindi creato un gruppo FB a parte per non intasare il gruppo "generico", Youcaniani Expo Libri Padova 2016, e gli autori youcaniani favorevoli all'evento pensano a chi inviare cosa, in quale modo e a quale prezzo e quantità. Roberto Serafini compila allora il file Excel "Dati fiera" in tutte le versioni+1, per venir incontro alle esigenze e ai ripensamenti di tutti. Inoltre parte un brainstorming su brochure, biglietti da visita, cataloghi, roll-up; dopo nemmeno 7 giorni viene postato un video degli espositori dell'expo, accompagnato dal commento "I primi espositori già sono stati inseriti. Presto ci saremo anche noi. :) "

In un clima di hype sempre più crescente, gli autori fanno i conti anche con le proprie tasche per far fronte comune alle spese da affrontare, e proprio mentre personalmente invio un messaggio vocale Whatsapp a due mie amiche riguardo all'Expo Libri Padova 2016, arriva una doppia bella notizia dall'eccellente organizzatore Serafini: Alessandro De Giorgi (CEO di Youcanprint) propone di regalarci la stampa delle brochure, il roll-up da mettere nello stand e un codice sconto in caso di ristampa per i libri da portare o inviare.
Quale modo migliore per venire incontro alle esigenze dei propri autori, che da ogni parte d'Italia si sono uniti in questo progetto di collaborazione? E non è finita qui: l'onda di entusiasmo verso questo evento si è espanso, tanto da coinvolgere altri 5 autori youcaniani.

Dall'11 al 14 novembre potrete vedere i booktrailer di tutti i libri auto pubblicati proposti che verranno sicuramente incontro ai vostri gusti: dal romance alla narrativa, dall'erotico al(l'auto)biografico, dalla poesia al fantasy, con un tocco di giallo, antologia, sci-fi, fiabe per bambini, storico, saggistica e salute e benessere.

Ringraziando Olga De Blasio per aver innescato la miccia, Roberto Serafini per averla dapprima spenta per poi farci arrivare sulla soglia di un evento molto emozionante, e con sincera gratitudine verso Alessandro De Giorgi e lo staff di Youcanprint, riporto l'elenco degli autori youcaniani partecipanti:
Arlotta Emanuela
Avignoni Giovanna
Bianchessi Roberta
Bolle Claudio
Caltagirone Aldo
Capodimonti Eleonora
Carloni Stefano
Chammas Annie
Chirivì Alessio
Cibecchini Marco
Colesanti Cristina P.
Corradini Fabrizio
De Blasio Olga
De Tata Mario
Di Gaetano Teresa
Didio Piero
Gioviale Concesion
Guiducci Emiliano
Jones Nina
Liddell Elèonore
Masini Luca
Meola Anna
Mezzatesta Maria
Montis Silvia
Moschini Francesca
Nihil Anna
Orlandi Valentina Julie
Ricciarelli Susanna
Ronchiano Romolo
Saccavini Chiara
Serafini Roberto
Tessaro Franco
Turco Franca
Venturi Immacolata
Villano Gianluca
Villaschi Raffaella

Visone Roberta Fausta Ilaria


--Dall'11 al 14 novembre cercateci all'Expo Libri Padova alla

prima lettera dell'alfabeto, AUTORI YOUCANIANI! Toccate

con mano la sinergia emergente degli Autori youcaniani!--

lunedì 24 ottobre 2016

Presentazione live "Poesie di periferia" e articolo Expo Libri Padova 2016 su Volo dei Sensi

Salve!
Sarò veloce ché sto finendo di fare le programmazioni per le mie classi.

5 sere fa è stato il momento della mia presentazione online. È stata una serata molto piacevole, le domande una più interessante dell'altra e inerenti a diversi argomenti (poesie, futuro romanzo, etc.). 
Onestamente non mi aspettavo una partecipazione così attiva, quindi sono doppiamente contenta!
Se vuoi saperne di più e goderti le domande e risposte, vai al seguente link: https://www.facebook.com/events/1782378772019182/

martedì 4 ottobre 2016

How to use Canva (website to create images, FB/Twitter posts, etc.)

Salve!
Grazie ad Annarita Tranfici, responsabile de La Bottega dei Traduttori (https://labottegadeitraduttori.wordpress.com/), ho scoperto il sito presente nel titolo, Canva.
Per una neofita come me è stato molto facile usarlo, quindi sono sicura che lo sarà anche per te!
I primi passi da seguire sono i seguenti:
1) accedere a Canva e iscriversi se non si è già iscritti: https://www.canva.com/ ;
2) premere su "Crea un progetto";
3) finora ho sempre premuto "post di FB" per condividere immagini per La Bottega dei Traduttori, quindi consiglio questo tipo di progetto. Una volta cliccato su questo,
4) cliccare su "elementi" a sinistra e scegliere l'immagine gratuita;
5) cliccare "Testo" sempre a sinistra per copiare e incollare la citazione;
6) premere "scarica" o direttamente "condividi" per condividere il progetto sui social.

Riporto un mio esempio di progetto:

Se ti è piaciuto, inizia a usarlo anche tu!

mercoledì 7 settembre 2016

"Ho superato la prova! Aspetterò la fine degli orali del concorso." (cit. Galadriel)


Come qualcun* di voi avrà potuto leggere su Facebook, ieri ho superato l'orale di un concorso a mio parere iniquo (facendo fuori persone con le controgonadi!) e infernale, vista la tensione continua nel doversi sottoporre a esso dopo il TFA, nell'attesa di avere notizie, nel cercare di fare qualcosa ma poi di non fare più nulla perché si è impegnati a scuola e/o a vivere una parvenza di vita nonostante gli impegni lavorativi e l'impegno mentale verso il nulla di fatto - almeno durante il pre-TFA avevamo sì un bel malloppone da fare, ma quantomeno sapevamo su cosa concentrarci di preciso.
Un concorso infernale, vista la tensione di pescare una traccia da sviluppare entro 24h, come mi pare sia successo anche in passato (e togliendo 6 ore di sonno + 2 in cui sono stata senza corrente né internet + qualche ora di viaggio verso la scuola + 1 ora di replica della 4*02 del "Trono di Spade", da 24 ne ho avute solo 14).
Certo, non è sicuro ancora nulla sul ruolo: in primis credo che mi sentirò così solo dopo anni di esperienza, in secondo luogo devo attendere che finiscano di dare tutti l'orale e che esca la graduatoria di merito.
Eppure non ho potuto fare a meno di festeggiare la liberazione camminando un bel po' oggi a Roma, in compagnia della mia migliore amica Barbara che abita lì e di altre care amiche e amici del gruppo Always Harry Potter (https://www.facebook.com/AlwaysHarryPotter394/?fref=ts), nonché di Francesco Vairano (chi? Il doppiatore di Gollum e Piton!), il quale non solo è di origini napoletane e conosce il tedesco, ma ci ha anche deliziati per circa tre ore mentre, nel salone di casa sua, ci raccontava diverse sue esperienze senza annoiarci mai, anzi, le mascelle mi facevano male per la contentezza come non mi succedeva da tantissimo!

Altri festeggiamenti li riservo sabato sera col mio amore e con altre amiche, e gli altri giorni in famiglia!
In questo momento la stanchezza si fa sentire, ma prima di rispondere ad alcuni messaggi su WhatsApp dal letto, ci tengo a ringraziare tutte le persone reali e virtuali per il pensiero, per l'incoraggiamento, per la vicinanza.
È sempre bello sapere che c'è chi crede in me e nei miei sogni, e che sia condivisa la gioia di aver superato un altro processo diabolicamente burocratico e che ha perso acqua da tutte le parti!
Chiunque può farcela, non smettete MAI di credere ai vostri sogni! L'impegno ripaga sempre a tempo debito, 'o Signor è lungariell, ma nun è scurdariell! <3

#finoallultimotieffinoinruolo
#abilitatitfa
#tfaèconcorso


sabato 3 settembre 2016

La figlia tace, la madre intende

"La figlia tace, la mamma intende": uno dei più veri proverbi.
Taccio ma penso,
Taccio ma mi chiudo,
Taccio ma mi rattristisco.
Taccio perché in realtà vorrei parlare ed esprimere al mondo tante cose a parole e a fatti: gioie, rabbie, soddisfazioni, amarezze, speranze, disincanti.
Eppure a chi importerebbe sapere ciò che penso?
A chi importerebbe sapere perché mi chiudo?
A chi importerebbe sapere perché mi rattristisco?
Solo lo scrivere mi aiuta a sciogliere questo stretto nodo silenzioso, così come il sapere che c'è almeno UNA persona al mondo cui importa davvero conoscere i miei pensieri, i motivi della mia chiusura e del mio rattristarmi, seppur capisce tutto da sé: mamma.

giovedì 1 settembre 2016

A proposito di fertility day, vorrei poter pensare che...

...basti l'amore per creare una famiglia, il famoso "due cuori e una capanna", ma purtroppo non è così.
Innanzitutto bisogna avere la fortuna di avere una casa di proprietà (così da non dover pagare il fitto) e un lavoro stabile (così da essere indipendenti e soddisfatti). Vogliamo mettere, inoltre, la presenza della materia prima e una condizione fisica adeguata, cioè essere dotati di fertilità?
In aggiunta a ciò, personalmente non voglio viziare la mia futura prole (papà mi chiamava Ministro delle Finanze per la mia morigeratezza e davvero ho solo il "vizio" dei libri), ma vorrei trasmettere ai miei futuri figli l'amore per se stessi (ciò che si può nutrire e dimostrare anche facendo il lavoro che si ama) e dare loro i mezzi necessari al raggiungimento dei loro sogni (e si sa che in Italia oggigiorno senza soldi non si cantano messe: bisogna investire a livello economico per garantire loro il diritto allo studio e al lavoro).
Mi si potrà dire "Ai miei tempi si figliava a occhi chiusi e si viveva in tanti nella miseria", "c'era la guerra eppure si sopravviveva, senza vizi e con un solo stipendio" ed è sicuramente così, non metto in dubbio che certi valori di una volta provengano da situazioni non sempre semplici. Tuttavia, a parte il fatto che i tempi sono cambiati, inoltre ho vissuto sia la povertà sia la giusta agiatezza e l'arte dell'arrangiarsi è insito nel mio DNA.
Infine, non mi sento di diventare mamma se non ho prima io una stabilità e indipendenza economica e mentale. Che esempio può dare alla prole un genitore frustrato, che si è arreso alle prime difficoltà, che non ha perseguito e messo in pratica un proprio sogno che comporta sì dei sacrifici, ma che almeno dà anche una soddisfazione professionale ed economica in grado di sostenere la famiglia sia nell'amore spirituale sia nel benessere socio-culturale?

- Non aggiungo altri ambiti (coppie sterili, adozioni, scelta di rimanere celibi/nubili, etc.) perché mi sono bastati alcuni Tweet anche ironici -

lunedì 29 agosto 2016

Gene Wilder ululì, risate di cuore ululà!

Ricordo come se fosse ieri quando la cara (e rimpianta) prof d'inglese ci fece vedere Frankenstein Junior in classe, usando la TV con lo schermo a tubo catodico.
Non lo apprezzai inizialmente, poiché non ne capivo le battute, ma qualche tempo dopo lo rividi ed è diventato uno dei miei film preferiti in assoluto.
Proprio durante gli ultimi corsi di recupero a Marano ne ho consigliato vivamente la visione, e ogni volta che ho bisogno di ridere a crepapelle questo capolavoro mi soddisfa (per poi rendermi di nuovo assetata!)
E niente.

Gene Wilder ululì, risate di cuore ululà!