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giovedì 31 marzo 2016

Bello avere chi crede in te!

Buonasera!
Sarò breve perché Morfeo mi sta aspettando.
In un mondo così contorto, in cui un leggero sfioramento di spalla per invitare a rientrare in classe è inteso come gesto violento ma in cui uno stalker si difende affermando di essere stato diffamato (rif. Le Iene), credo sia bello sapere di persone che contano su di te, che ti ricordano chi sei quando sei pres* da una momentanea amnesia, che sanno quanto vali nonostante i tuoi guai, che ti sono vicine persino mettendo da parte i propri problemi per ascoltarti.
È bello anche quando hai delle persone (virtuali, reali) che ti sostengono anche dal punto di vista letterario!
È ancora più bello quando tutto ciò avviene da parte di un* alunn*! Al di là delle conoscenze sulla materia, che pure servono, non c'è niente di più soddisfacente di una dolce preoccupazione da parte di chi hai di fronte almeno tre ore alla settimana e nel cuore tutti i giorni, anche quando non se ne accorge!

Grazie, miei (ex) alunni, ho un cuore abbastanza capiente da poter volere bene a tutti voi, anche a chi mi fa arrabbiare sottoponendomi a continue riflessioni su come agire e su quale tipo di lezione può essere più interessante per lui/lei e per la classe.

E ora a nanna, domani mi aspetta una lunga giornata e poi un weekend di formazione e probabilmente di nuovi incontri!
Buonanotte :*

martedì 29 marzo 2016

Inserire in un proprio libro foto comprate al Flohmarkt: perché no?

Buonasera!
Stavolta voglio raccontare del recente incontro di martedì 22 marzo col poeta Durs Grünbein alla Villa Pignatelli.
Un po' la pioggia e i mezzi di trasporto lenti (quando ci sono), molto l'essere uscita di scuola alle 14 passate e l'aver mangiato in fretta a casa, sono arrivata con quasi un'ora di ritardo alla Villa, proprio nel momento in cui una lettrice leggeva un passaggio inerente a ricordi di scuola e alle scuse inventate in caso di ritardo. Mi sono subito fatta una risata pensando ai miei alunni, dopodiché mi sono lasciata cullare dal parlare tedesco del poeta. Sono entrata in un loop di ricordi del passato universitario e non, quando studiavo e parlavo tedesco. Durs, inoltre, ci ha mostrato delle foto di Dresda (uno dei posti che più ho amato durante l'esperienza a Jena tre anni fa) ai tempi della II Guerra Mondiale, dicendoci che le stesse non provengono da foto di famiglia, bensì da un Flohmarkt (mercatino delle pulci). Ho quindi pensato di ricorrere allo stesso espediente per il mio romanzo, di cui finora ho scritto 5 capitoli con alcuni buchi - proprio quelli inerenti a descrizioni di foto della Napoli antica - e pezzi sottolineati di cui devo decidere il tipo di lingua da usare (italiano o napoletano).
A proposito, voglio approfittare delle ultime ore di libertà per potermici dedicare, quindi ora ti lascio con una mia foto della Frauenkirche di Dresda e un invito a leggere i seguenti due post:

  1. http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia#!La-mia-prima-volta-con-un-romanzo/c1q8z/5692a98b0cf2e94e3fb0b399 (la mia prima volta con un romanzo)
  2. http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia#!La-mia-prima-volta-con-un-romanzo-II-parte/c1q8z/5698b7680cf210383193bdcb (la mia prima volta con un romanzo - II parte)


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lunedì 28 marzo 2016

Essere fidanzati e avere amici: un connubio possibile?

Salve!
Stasera ho proprio una gran voglia di scrivere un sunto dei discorsi che oggi pomeriggio abbiamo intrapreso io e Mike in macchina, mentre giravamo per Napoli centro, andando così fuori dal discorso "Poesie di periferia".
L'argomento principale è il vivere il fidanzamento anche in compagnia di buone amicizie.
Per chi non lo sapesse, io e Mike siamo persone complete già come individui: abbiamo la nostra personalità, il nostro bagaglio culturale e di esperienze, i nostri sogni, hobby e lavori, nonché la nostra storia e la voglia di gioventù che ci è venuta a mancare per eventi spiacevoli che non auguro nemmeno al mio peggior nemico.
Questo nostro essere completi, a quanto pare, crea difficoltà nelle persone attorno a noi. Mi spiego meglio: noi ci siamo sempre messi a disposizione a parole e a fatti, venendo a prendere e accompagnando le persone fin dentro casa anche ad alcuni km di distanza; inoltre il suddetto bagaglio ci permette di poter affrontare le più disparate discussioni, apprendendo nuove cose o modificando quelle note all'occorrenza, se di fronte a noi abbiamo persone altrettanto aperte al dialogo. In aggiunta a ciò, siamo contenti quando vengono altre persone oltre a quelle invitate personalmente, non siamo trincerati in gruppi né ci è mai passato per la mente di abbandonare le persone single per il loro essere single, casomai il contrario. Se vogliamo dirla tutta, le uscite con persone single sono state anche maggiori delle uscite di coppia.
Infine, io e lui ci poniamo sempre il problema di cosa faranno gli altri nel weekend/festività proprio per poter godere insieme a loro un po' di pausa dal tran tran quotidiano, per vivere e condividere un po' di spensieratezza, e non perché io e Mike da soli non sappiamo campare o perché dipendiamo dagli altri.



Alla luce di quanto appena detto, gruppi e/o coppie, ma anche persone singole, hanno perlopiù i seguenti atteggiamenti nei nostri confronti:

- noi diamo disponibilità a vederci e ad andare loro incontro (sono rari i casi in cui siamo stati in auto altrui), ma il discorso resta lì, appeso in una chat e/o in un incontro fugace dal vivo. Queste stesse persone, però, non esitano a mettere "parteciperò" e a presenziare a eventi altrui. Detto in altre parole, dimenticano che esistiamo pure noi e/o danno per scontato la nostra disponibilità a uscire, come se il nostro divertirci e la nostra stessa vita dipendessero da un loro sì/no. O, cosa peggiore, credono che un sano rapporto si basi su una persona che "prega" per uscire e un'altra che snobba la prima e non su una voglia di crescere insieme e far crescere il rapporto insieme, con impegno da entrambe le parti com'è giusto che sia;
- la persona cui chiedo cosa farà nel weekend/festività mi risponde che si è già organizzata con amici del proprio/della propria partner, laddove magari questa stessa persona in precedenza si è lamentata anche con te delle delusioni in amicizia. Detto in altre parole, se sei della setta ok, altrimenti non ci puoi né devi entrare (poi magari passiamo io e Mike per quelli all'antica e ottusi solo perché non possiamo pernottare fuori o ritirarci all'alba!);
- se ci capita di essere invitat*, è SOLO per un mio hobby, per un telefilm che guardo, altrimenti non si esce al di fuori degli eventi, l'uscita è solo in funzione del telefilm che guardo. Detto in altre parole, se ti piace X bene (e all'evento ci si veste e si parla quasi esclusivamente solo di X), altrimenti chi ha voglia di approfondire dei discorsi! E cosa significa mai approfondire in un mondo veloce quanto l'uscita di una nuova serie tv?;
- specialmente io ho persone care lontane fisicamente, con cui mi sento spesso ma con cui ci incontriamo una tantum. Per carità, grande gioia già nell'attesa di abbracciarci e gioia quando ci si sente, ma non si vive dal vivo la quotidianità, manca sempre qualcosa. Forse siamo abituati male, ma a me e Mike piace coltivare rapporti con le persone da vicino;
- casi rari, si riesce a organizzare qualcosa anche con settimane di anticipo, proprio perché da entrambe le parti c'è voglia di organizzarsi e vedersi.

domenica 27 marzo 2016

La comprensione con uno sguardo: un collante imbattibile!

Vi è mai capitato di riuscire a catturare in un istante il flusso dei pensieri di una persona con un semplice sguardo? E vi è mai capitato che una persona lo facesse nei vostri confronti?
Se vi è successo, saprete sicuramente come ci si sente, ma se così non fosse, lasciate che vi racconti dei recenti episodi.
Ieri sera io e il mio ragazzo non ci sentivamo molto ispirati nel fare qualcosa, ma di sicuro non volevamo passare il sabato sera a casa. Inoltre un soliloquio a ruota libera per la mancanza di papà (morto di cancro nel 2014) e per la rabbia su varie cose a un certo punto ha rotto l'elmo che indosso ogni giorno. Ho fatto diverse proposte (persino andare a un centro commerciale, io che di solito ne soffro!), poi ho pensato a un mio carissimo amico greco (conosciuto a Jena grazie a una borsa di studio vinta dalla Deutscher Akademischer Austauschdienst aka DAAD), a un film divertente cioè "Il mio grosso grasso matrimonio greco" e al sirtaki (ballato a Katakolon quando ero imbarcata sulla Costa Crociere nel 2008). Quindi ho proposto di vedere il sequel di questo film. Arrivati fuori l'Happy Maxicinema, a Mike viene una brillante idea: giocare a biliardo. Non solo abbiamo vissuto questo momento goliardico, ma abbiamo anche giocato a bowling, dalla cui addetta abbiamo ricevuto un trattamento garbato e comprensivo, come se in auto fosse stata presente anche lei durante il mio sfogo. Il tutto con uno sguardo gentile. Voi direte: "è il suo mestiere", ma non sempre e non in tutti la gentilezza è qualcosa che si dà meccanicamente perché "così si deve fare", lo avverti quando è genuina e questo è il caso.
Un simile discorso riguarda una mia alunna di quinta. Fino all'altro ieri non ho avuto il tempo di leggere il prospetto degli alunni, eppure nello sguardo di lei percepivo sempre una mestizia la cui motivazione l'ho scoperta leggendo il suddetto prospetto: una perdita simile alla mia.
Infine, oggi pomeriggio ero a Polignano a Mare con la mia famiglia, quando a un certo punto mi imbatto in un signore quasi identico a quello di un video stradivertente che sta girando su Whatsapp. Incomincio a ridere solo io e quando pure mia sorella lo vede, capisce subito il perché, ridendo anche lei e poi tutti.
Questi sono solo brevi episodi per parlare di quella sensazione di benessere nel dare e ricevere comprensione a partire da uno sguardo.
Quindi ditemi ciò che volete sulla potenza dei mezzi di comunicazione: i social saranno pure utili per chi è timid* ma ha più coraggio nello scrivere che dal vivo (io stessa ero una timidona), ma la comprensione che passa attraverso uno sguardo è imbattibile.
Vi lascio con un augurio di buona Pasquetta, affinché lo trascorriate con le persone con cui c'è intesa.

venerdì 25 marzo 2016

Un po' di me

Per chi non mi conoscesse ancora, ecco la mia presentazione, presa dal vecchio sito http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia#!un-po--di-me/c1ktj e aggiornata. 


Un po' di me

 

Mi chiamo Roberta Visone (più altri due nomi) e sono nata sotto il segno del Sagittario a Forcella (NA). Sono abilitata al TFA di inglese, laureata in Linguistica e Traduzione Specialistica presso L'Orientale e attualmente insegno inglese all'ITC "F. Galiani" di Napoli. Incoronerei ancora di più il mio sogno se insegnassi tedesco, la mia lingua preferita, ma sono già contenta di poter insegnare e stare in contatto nel bene e nel male con ciò che per me è il cuore pulsante della scuola: gli/le studenti! 

Studio e amo le lingue straniere da quando avevo 8 anni, sono docente di TEDESCO LIVELLO A1/A2 presso il sito Languages Translators http://languagestranslators.it/?post_type=course&p=3534 e faccio parte di diversi gruppi FB dedicati alle mie passioni

Divoro libri da quand'ero piccola: in particolar modo amo i classici e 2 saghe fantasy e una terza che io definisco "fantastorica", alias Harry Potter, Il Signore degli Anelli + prequel e Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.


Scrivo da quando ero adolescente (diari, blog di MSN, ve lo ricordate?, Facebook e altri mezzi) e dopo tanti anni ho deciso di mostrare ciò che rappresenta un riassunto delle mie esperienze personali, sentimentali e sociali vissute finora: Poesie di periferia.

Possiedo due pagine FB: Roba da linguistica tedesca e altro (https://www.facebook.com/pages/roba-da-linguistica-tedesca/104381746280878?fref=ts) e Poesie di periferia - pagina autrice, dedicata all'omonimo libro (https://www.facebook.com/robertafivisone?fref=ts).

Oltre alla scrittura, nel corso della mia vita mi sono dedicata anche alla musica (corso di pianoforte, canto corale - voce contralto - e cembalista) e al teatro (spettacoli del regista Paolo Belardo).

In cantiere vi sono un romanzo (forse due), un breve trattato satirico e una pièce teatrale.

Accedendo alla pagina "Blog" puoi trovare diversi articoli sulle suddette passioni e sui miei passi nei miei due mondi preferiti: l'insegnamento e la scrittura.


Mentre penso a nuovi post da pubblicare (impegni permettendo), perché non ti fai un giro sul mio vecchio sito? http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia.

Buona serata!

SORPRESA! "Poesie di periferia" è ora su Blogger!



Sorpresa! 

Da stasera "Poesie di periferia" si sposterà su Blogger! 




Puoi continuare a leggere i vecchi post su http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia, ma per esigenze personali ho optato per questo blog più intuitivo e semplice da usare per poter parlare non solo del mio libro, bensì anche di altri argomenti che mi toccano da vicino! 




Nel frattempo ti auguro Buona Pasqua!!!