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venerdì 29 aprile 2016

Questa è la vera buona scuola!!!

(immagine presa dal Web)

Mentre i giorni scorrono inesorabilmente verso la fine dell'anno (e prima ancora verso il giorno del famigerato concorso truffa), sempre più spesso mi sta capitando che i miei ragazzi e ragazze mi chiedano, con un tono di speranza mista a tristezza:
  • "Ma l'anno prossimo resta con noi?";
  • "Ma già sapete se restate?";
  • "Ma la scuola già vi ha dato notizie per settembre?";
  • "Scriviamo una lettera alla Preside, così resta con noi".
Altre domande e affermazioni sono:
  • "Lei è così preparata, perché deve andar via?";
  • "I prof anziani devono andare in pensione, abbiamo bisogno di docenti più giovani con maggior preparazione";
  • "Prof, siamo noi la sua classe preferita, sono gelosa!";
  • "La mia prof";
  • altre frasi e domande che ora non ricordo.
Di recente, inoltre, ho incontrato alcuni miei ex alunni del liceo che ho dovuto lasciare per insegnare dove sono ora. 
Abbracci, sguardi malinconici, gocce di memoria che stentano a uscire in pubblico, altre frasi come "Prof, la titolare si è accorta del forte legame instaurato con voi" e "Ci mancate".
Infine, fra i vari messaggi che ho ricevuto in passato dai suddetti ex alunni, questo è il messaggio che più mi ha commossa:

Vi ringrazio,anzi se posso ti ringrazio,so che abbiamo avuto poco tempo ma credimi che sei una delle migliori insegnanti di inglese che abbia avuto,io ritengo che un insegnante non si riveli solo per quanto è capace di insegnare ai propri alunni ma principalmente dei rapporti che ha con quest'ultimi,io andrò a testa alta avanti per persone come te,perché ritengo che se un giorno vorrò davvero essere qualcuno lo dovrò fare anche per quelle persone che anche se per poco mi hanno capito e compreso e mi hanno aiutato,non lo nego che preferivo mille volte lezione di inglese con te che con la nostra professoressa,per me tu sei molto più valida di lei,se la gentilezza in me è molta in te è immensa,si vede che sei una bellissima persona l'ho capito dalla prima volta che ti ho visto entrare in classe,mi hai fatto ricordare perché amavo tanto l'inglese,cosa che ormai da un bel po avevo dimenticato,spero tu abbia molto successo sia lavorativamente che sentimentalmente perché te lo meriti,le persone come te sono quelle che dovrebbero mandare avanti il mondo e mi mancherai davvero tanto. Un bacio, tua Donna :)
Emoticon wink


Potranno mai i cittadini dire questo di chi si comporta proprio come la Prof.ssa Umbridge e il Ministro della Magia Caramell?

domenica 24 aprile 2016

Poesia non mia: Sonetto di buone pratiche e cattive grammatiche

In attesa di nuovi post previsti per questa settimana sulla mia pagina FB Poesie di periferia - pagina autrice https://www.facebook.com/robertafivisone/?fref=ts, copio e incollo questa poesia non mia!

"Antonio Maggio a Intergruppo parlamentare Tfa e precariato

L'ho scritto qualche anno fa, durante i corsi di didattica del TFA. Mi sembra attuale e ve lo dedico.
Sonetto di buone pratiche e cattive grammatiche

La Zona di Sviluppo Prossimale
mi limita il pensiero e mi tormenta
ma forse è questa Scuola che spaventa
in preda al meccanismo istruzionale.
Ed insegnare è un bene, non un male
tu dillo a Mariastella che s’inventa
meriti e tagli dalle fondamenta
e viene ancora a farci la morale.
Noi abbiamo con Morin le teste piene
eppure siamo stanchi di capire
di riproporre la co-costruzione
di co-scemenze attratte dalle spire
di chi sberleffa tutta la Nazione
e lascia noi pagliacci sulle scene."

Vi lascio con questo articolo:

giovedì 21 aprile 2016

Welcome to the Italian precariato! *Nostalgia del Calamandrei e rabbia dei primi tempi*


Mentre aspetto l'apertura dell'INPS per chiedere di aggiustare un guaio combinato da loro in materia di garanzia sfruttamento giovani (impedendomi di ottenere €500/mensili da settembre a novembre 2015 per 40h/settimana di lavoro e NON di tirocinio), mi imbatto nella frase dell'immagine di questo post.

Sembra una vita fa che spiegavo la letteratura nel liceo di cui sono stata studentessa per due anni e da cui all'epoca (2004) scappai per vari motivi.
Sembra una vita fa che le 6 classi del suddetto liceo, Piero Calamandrei, dopo mesi di nullafacenza (non per colpa loro) si sono imbattute in me a fine primo quadrimestre e hanno dovuto imparare, ripetere, essere interrogate, fare il compito (in un'ora per giunta) in sole 2 settimane.
Non c'è giorno in cui non provi nostalgia per quell'ambiente (decisamente migliorato da come lo lasciai io da studentessa) in cui il docente, donna o uomo, giovane o vecchio, con o senza esperienza, riceve eguale rispetto.
Non c'è giorno in cui non mi chieda "ma chi c***o me l'ha fatto fare di andare al Galiani?" e rispondo:
"purtroppo questo è il mondo del precariato: ti affezioni ai tuoi ragazzi, loro a te, ma li devi lasciare poco dopo perché la titolare torna presto, perché devi andare a un'altra scuola che ti offre un contratto fino all'8 giugno, altrimenti ti depennano dalla graduatoria di quella scuola.
Da precaria non puoi crescerti una cattedra e portarla avanti fino alla fine.
Da precaria non puoi non straziarti al pensiero di dover lasciare i tuoi ragazzi educati e vivaci pur mantenendosi rispettosi, per andare in una scuola dove l'insegnante giovane e disponibile viene bistrattata perché è donna, perché è più facile bullizzare che prendere esempio da chi il cuore così se l'è fatto per arrivare a insegnare a soli 26-27 anni.
Da precaria non può non scenderti una lacrima quando ripensi ai tuoi ragazzi lasciati lì che ancora ti pensano e hanno nostalgia di te, delle tue lezioni, del sentirti parlare in inglese sui movimenti umani trasformati in parole, versi ed eventi storici.
Da precaria non puoi non stare in pensiero perché per mesi non arriva lo stipendio che compensa la fatica di stare in classe e sentirti dire di andare a quel paese, venire ivi bullizzata perché ops, invece di sprecare la tua esistenza in cellulari usati male, ricostruzioni che manco le grotte di Nerja ha stalattiti e stalagmiti così appuntite, hai rincorso un sogno, quello di insegnare non solo l'inglese, ma anche come con caparbietà si riesce a raggiungere un obiettivo.
Da precaria, dopo aver superato il TFA, sei costretta a fare un concorso che perde acqua da tutte le parti, eppure dal vertice continuano ad affermarne la validità anche di fronte a palesi illegalità.
Da precaria il fegato si autorigenera per forza!"
Quest'occhio interiore che oscilla fra passato e presente deve asciugare le lacrime, mostrandosi caparbio come al solito per evitare di cadere nella depressione del "non ce la farò mai a farmi rispettare da quella classe", "non sono una brava insegnante" e altre frasi che proprio quella classe, che ti rispetta come si rispetta un verme, vorrebbe che tu dicessi a te stessa, perché è più comodo per loro abbassarti tu al loro livello di insicurezza che elevarti ancora di più, al di là del male che ti fanno.
Ma questo stesso occhio interiore sa anche notare le bellezze, il rispetto che ricevo dalle restanti classi, seppur con la vivacità da primo anno, gli ormoni a pazzi da secondo anno e la stanchezza da ultimo anno.
Perciò attingo ogni giorno alla fonte della mia forza: la mia capatosta,  la forza dall'alto e quella dei miei ragazzi sia del liceo sia del Galiani, la forza di chi mi supporta e sopporta da più o meno tempo!
Fino alla vittoria, sempre!

mercoledì 20 aprile 2016

Una delle mie due storie brevi: La donna col cappotto rosso

Salve!
Quello che sto per condividere è il link della prima delle due storie brevi edite
Pubblicata su Anti-Zibaldone 2.0 (prima edizione di Poesie di periferia), è possibile leggere La donna col cappotto rosso anche gratuitamente su Wattpad http://w.tt/1VbBqL6 !

Riguardo ai miei progetti futuri, al momento, a parte il tempo dedicato alla scuola, sto scrivendo la bozza del mio primo romanzo
Per saperne di più, vai ai seguenti link:
  1. http://poesiediperiferia.blogspot.it/2016/03/inserire-in-un-proprio-libro-foto.html ;
  2. http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia#!La-mia-prima-volta-con-un-romanzo/c1q8z/5692a98b0cf2e94e3fb0b399 (la mia prima volta con un romanzo);
  3. http://robertafivisone.wix.com/poesiediperiferia#!La-mia-prima-volta-con-un-romanzo-II-parte/c1q8z/5698b7680cf210383193bdcb (la mia prima volta con un romanzo - II parte).
Penso che ti piacerà questa storia: La donna col cappotto rosso di RobertaVisone su Wattpad http://w.tt/1VbBqL6 .
Fammi sapere che ne pensi: la tua opinione è importante!

lunedì 18 aprile 2016

Discorso di Theodore Roosevelt

Ci sono mail che ho sempre voglia e piacere di leggere. 
Ecco una di queste:


Il 23 aprile del 1910, Theodore Roosevelt, il 26° Presidente degli Stati Uniti, tenne un discorso all'Università Sorbona di Parigi, che vorrei farti leggere.
Ecco un breve estratto:
"Non è colui che critica a contare, né colui che indica quando gli altri inciampano, o che commenta come una certa azione si sarebbe dovuta compiere meglio. L'onore spetta all'uomo nell'arena.
           (questa sono io al Museo Taurino a Malaga, nda) 
L'uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue.L'uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c'è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze.L'uomo che dedica tutto sé stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo, e che si spende per una causa giusta.L'uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato.Quest'uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta."

La scelta è nostra Roberta.
Possiamo decidere ogni giorno se essere quelle persone che criticano, deridono e si lamentano, oppure quelle persone che scendono nell'arena e si sporcano le mani per realizzare i propri sogni.
Buona settimana,
Andrea (di Efficace-mente)


Io so fin troppo bene di essere nell'arena e di sudarmi ciò che poi riesco a ottenere.
La conferma di ciò me la diede pure il mio prof di matematica, il quale un giorno mi disse:
Ti riescono le cose difficili (tranne la trigonometria! nda), per poi perderti in un bicchiere d'acqua!
In effetti easy come, easy go, e le cose ottenute con facilità non mi stimolano, anche perché penso sempre che ci sia una trappola dietro fatti del genere! Qualcun* allora potrebbe darmi della masochista, nel voler puntare a cose difficili. 
Sì, a volte lo sono, per esempio quando tento invano di far ragionare persone imbottite di bigottismo e pregiudizi (ma anche questo fa parte della Cassandra che c'è in me)!
Infine, tornando al discorso di Roosevelt, incontro quasi tutti i giorni anime mediocri quanto volenterose. 
Ora voglio sapere: tu, come affronti le difficoltà? Commenta!

domenica 17 aprile 2016

Vasco Rossi - Vivere: pura poesia


Questa per me è pura poesia!
Buon ascolto (clicca sul titolo), buona lettura, buon canto e buonanotte!



Vivere 
è passato tanto tempo 
Vivere! 
è un ricordo senza tempo 
Vivere 
è un po' come perder tempo 
Vivere.....e Sorridere!....... 
VIVERE! 
è passato tanto tempo 
VIVERE! 
è un ricordo senza tempo 
VIVERE! 
è un po' come perder tempo 
VIVERE....e sorridere dei guai 
così come non hai fatto mai 
e poi pensare che domani sarà sempre meglio
OGGI NON HO TEMPO 
OGGI VOGLIO STARE SPENTO! 

Vivere! 
e sperare di star meglio 
Vivere 
e non essere mai contento 
Vivere 
come stare sempre al vento 
VIVERE!......COME RIDERE!!! 

VIVERE! 
anche se sei morto dentro 
VIVERE! 
e devi essere sempre contento! 
VIVERE! 
è come un comandamento 
VIVERE..... o SOPRAVVIVERE....
senza perdersi d'animo mai
e combattere e lottare contro tutto contro!..... 
OGGI NON HO TEMPO 
OGGI VOGLIO STARE SPENTO!..... 

VIVERE 
e sperare di star meglio 
VIVERE VIVERE 
e non essere mai contento 
VIVERE VIVERE 
e restare sempre al vento a 
VIVERE.....e sorridere dei guai 
proprio (così) come non hai fatto mai 
e pensare che domani sarà sempre meglio!!!!!

venerdì 15 aprile 2016

L'oroscopo che indovina sempre!

Buonasera!
Sono reduce da una lunga giornata di lavoro, incontri-scuola famiglia, confessioni e film e telefilm che mi accompagnano sempre quando lavoro. 
Prima di andare a dormire, faccio sempre una capatina in bagno e surfo la Rete per leggere qualcosa di interessante in poco tempo. Qualche volta leggo pure l'oroscopo, in particolar modo quello di Rob Brezsny: non c'è volta in cui non mi ritrovi con le sue parole o in cui non riceva risposta persino quando dimentico la domanda.
Ecco l'ultimo oroscopo di quello che reputo il segno zodiacale più bello: Sagittario!

martedì 12 aprile 2016

Ci sono Dottori... e dottori/dottoresse!


Per chi non lo sapesse, sono fan di Doctor Who, serie britannica girata in Cymru (=vecchio nome del Galles) e un giorno mi venne la brillante idea di fare un parallelismo fra il protagonista di questo telefilm e noi docenti.






















Per leggere il post, vai al seguente link:


Buona lettura!


domenica 10 aprile 2016

Fondere poesia e tematiche sociali? Si può! Ecco una mia proposta!

Buongiorno e buona domenica!
Mentre ero a Piazza Trieste e Trento il 6 aprile (in occasione della protesta contro la Buona Scuola, di un'altra a favore di una Bagnoli libera e altre di vario tipo), mi veniva in mente questa canzoncina e, seduta sul marciapiedi, vi ho messo le parole che troverete fra poco.

 
La poesia non si è mai fermata in me, ne scrivo solo di meno e a sfondo sociale:

"Siam docenti TFA

l'abilitazione abbiam.
Siam docenti TFA
lavorare noi speriam.
Siam docenti TFA
e la scuola noi amiam.
Siam docenti TFA
e in GaE entrar vogliam.


Dopo l'università

tante prove superam:
3 d'ingresso e 21 finali
e pagato anche abbiam.
Non capiamo perché noi
il concorso far dobbiam.
Un compenso per l'impegno
noi vogliamo e meritiam.


Siam docenti TFA

L'abilitazione abbiam.
Siam docenti TFA
lavorare noi speriam.
Siam docenti TFA
e la scuola noi amiam.
Siam docenti TFA
e in GaE entrar vogliam."












Si accettano proposte di modifica parole, in ogni caso fammi sapere che ne pensi :D
Emoticon grin

lunedì 4 aprile 2016

Super iniezione di fiducia come post n. 7 di questo nuovo blog!

Salve!
Sempre rimanendo in tema fiducia, oggi ci voleva proprio una sorpresa e una grande iniezione di fiducia da parte di una Prof come Dio comanda!

Ero in classe in modalità lezione frontale (evento non molto frequente nel mio caso), quando all'improvviso bussano alla porta: era la prof di cui sono la sostituta!
Abbracci, saluti, dialoghi: che bello vedere i nostri studenti con gli occhi pieni di nostalgia, gioia, commozione! Sono i miei stessi occhi quando penso ai miei ex alunni del liceo e quelli quando, di fronte a me, ho i miei attuali ragazzi interessati alla materia e a una relazione serena e al contempo divertente!
Quanta dolcezza può emanare da una persona sola, che nonostante la sua grande esperienza è così propensa e umile nel complimentarsi con una neo docente come me che ogni giorno si pone problemi, prova dispiacere quando le cose non vanno come vorrebbe, riflette sul modo migliore di stare in classe e sul metodo più congeniale per i ragazzi. 


Vorrei tanto che TUTTI i miei ragazzi, soprattutto chi mi dà tanto filo da torcere, capissero che noi insegnanti stiamo dalla loro parte, aperti al dialogo e al confronto civile ed educato.
Vorrei tanto che capissero che l'unico vero nemico è il sistema, il vertice, quello che, pur non avendo mai messo piede in una scuola, osa emanare leggi dispotiche che hanno come effetti distacchi improvvisi laddove ti affezioni anche in un paio di settimane, delusione perché il nostro lavoro non è sempre gratificato dal punto di vista economico e bisogna fare enormi sacrifici prima di vedere questo tipo di gratificazione; il vertice che, pur non avendo mai messo piede nella scuola, ci propina dei concorsi e dei corsi di abilitazione che sono funzionali SOLO in un universo di Dalek che obbediscano ciecamente ai tuoi ordini e siano sincronizzati al millesimo di secondo con te e con le fasi di Engage, Study e Activate; il vertice che se la ride e viaggia su comodi mezzi di trasporto, mentre noi comuni mortali viaggiamo come i deportati quando i mezzi passano.
Vorrei che i miei ragazzi capissero che per me sono più importanti la buona educazione e l'apprendere tramite il fare che la mera conoscenza astratta delle materie.
Vorrei che i miei ragazzi capissero che ci tengo davvero a insegnare e ad avere a che fare con loro come persone.


Nel frattempo mi godo questa soddisfazione e gratificazione che desideravo tanto!


Un'altra gratificazione è l'aver esposto alla mercé di tutti una mia parte così intima come le poesie. Purtroppo ho auto pubblicato il mio libro in due edizioni appena dopo la morte di mio padre e non nascondo che uno dei sentimenti che muove la mia opera è il rimorso. Tuttavia, ve ne sono tanti altri, uno di essi il coraggio: in un mondo perlopiù superficiale, non c'è niente di più controcorrente che avere il coraggio di essere se stessi e di mostrare ciò che fino a quel momento era tenuto nascosto gelosamente per paura del giudizio altrui. Già questo è una grande gratificazione, il successo economico è per chi si trova bene nei salottini perbene a parlare in modo aulico e astratto di ciò che in realtà è così concreto nella nostra vita: il nostro rapportarci al mondo con la nostra anima. E l'anima contiene così tanti turbamenti, reazioni, esitazioni, aspettative, etc.! 
Nel mio piccolo libriccino ho provato a riassumere questo mix, prendine ciò che meglio ti rappresenta!


Ma prima voglio sapere una cosa: cosa ti fa sentire gratificat*? Commenta sotto questo post e confrontiamoci!