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domenica 17 luglio 2016

Rivisitazione whoviana di una canzone del grande Luciano Ligabue!

Buonasera!
In occasione del mio primo anno in cui mi sono avvicinata alla serie TV Doctor Who, propongo questa mia riscrittura di alcuni pezzi (messi in evidenza) di una canzone firmata Liga, quello intramontabile per il quale andai al concerto da sola allo Stadio Arechi all'età di 17 anni!
Ho scelto precisamente la canzone I duri hanno due cuori, poiché anche il Dottore ha due cuori.
Ora ritorno sulla mega traduzione dal tedesco di un romanzo poliziesco mai tradotto che mi tiene impegnata da quasi un mese, insieme a un problemino di salute che sto risolvendo e prima ancora insieme ai corsi di recupero tenuti presso un liceo di Marano.

Non mi resta che augurarti buona lettura!

I duri hanno due cuori

Un quarto alle dieci e il Dottore è all'impiedi nel TARDIS 
davanti a Donna e col cacciavite sonico. 

Gli danno la caccia, forse perché sanno tutto di lui
o, almeno, ne sanno una loro versione.
Una foto di Rose gli brucia da dentro la giacca
chiaramente dalla parte del cuore
e la gamba gli duole del peso e del freddo di un cannone
che chissà come è riuscito a trovare.
Non ha tempo né voglia di pregare Dio perché
vuol contare soltanto sul suo dolore, sulla Terra 
e infine su di sé
C'è chi ha scelto la donna sbagliata
e forse ha scelto per tutta la vita
altra scelta che ha è a chi farla finita
C'è chi ha scritto bestemmie sul cuore
però i conti per sé li sa fare
e il totale non cambia anche se fa star male.
Però non piange mai
se non è davvero solo
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po' di più
I duri hanno due cuori
col cuore guasto
odiano sempre un po' di più oh
Un quarto alle due e il Dottore è nel TARDIS rubato

a vedere Gallifrey in guerra contro i Dalek.
Adesso il freddo è reale: è passato alle ossa uscendo per
forza dal cuore.
Di così tanto mondo c'è solo un posto in cui possa tornare
e gli scappa una stra maledizione
sta pensando che la sera dopo darà un cazzotto ad un Cyberman
che questa sera urlava "Upgrade" e si è fatto sentire.
Darà pugni alla porta del TARDIS suo e urlerà
Missy e al Maestro pazzoide di fare più piano e sul suo divano
si stenderà
C'è la notte di chi c'ha un amante
e la notte di chi non ha niente
e la notte per forza volenti o nolenti
C'è chi ha perso una brutta partita
però, forse, una fiche gli è restata
e può darsi ci sia un altro giro di ruota
E poi non piange mai
se non è davvero solo
I duri hanno due cuori
col cuore buono amano un po' di più
i duri hanno due cuori
col cuore guasto odiano sempre un po' di più oh

Mio Dottore e Companion preferiti <3 

Se ti è piaciuta questa riscrittura, dai un'occhiata anche a quella di Dio, ma quanto è ingiusto il mondo, che puoi trovare cliccando al seguente link:

martedì 12 luglio 2016

Una gioia ritrovata: la lettura per hobby

Buonasera!
Era il quarto o quinto anno di liceo, quando lessi per la prima e per ora unica volta la trilogia de Il Signore degli Anelli. Il libro me lo prestò una mia ex compagna di classe, quindi per la fretta di restituirglielo lo lessi in modo approssimativo.
Un po' di tempo fa trovai alla stazione di Piazza Garibaldi la versione vintage e in offerta della saga tolkeniana e colsi subito l'occasione al volo: compratolo, ero felice come una Pasqua, come tutte le volte in cui compro un libro, figuriamoci se si tratta di un bel libro, un magnifico libro, un capolavoro! Appena dopo l'acquisto, presi il treno e incontrai una ragazza che abita di fronte a me e che conosco da diverso tempo, la quale mi vide tutta contenta e mi chiese il motivo. Le risposi mostrandole il mio nuovo acquisto e vi lascio immaginare il tipo di disgusto che lei espresse nel sapere di una persona felice per un libro (e non magari per cose più alla moda come l'ultimo tronista della De Filippi o l'ultimo iPhone ultratecnologico).
E ora sono qui sul letto, decisa a riprendere la lettura di questo Silmaril, premiando me stessa per tutto l'impegno, la dedizione e l'abnegazione in ambito lavorativo.
Le letture serali di piacere sono un lusso che non mi permettevo da una vita!
Buonanotte a tutt* i/le lettori/lettrici affezionat*!!! E ogni tanto lasciatelo un commento :D

venerdì 8 luglio 2016

A 9 anni dal diploma di maturità: quello che resta

Sono passati appena 9 anni dal mio esame di maturità, eppure ricordo il 99% di quelle prove come se le avessi affrontate solo ieri.

Nitida è la scena in cui mi ritrovo davanti al testo di Dante, l'XI Canto del Paradiso, in cui Bonaventura da Bagnoregio presentava la vita di San Francesco D'Assisi (uno dei miei Santi preferiti). Dopo aver fatto la scelta "azzardata", la penna affondò stürmeriana fra le righe, con tanto di riferimenti alla religione egizia, ad Apollo e anche a Luigi XIV se non erro. Due spillette piene delle tante cose che sapevo sia didatticamente sia per cultura personale extra-scolastica. Dopo quasi due anni interi a tornare a casa piangente e furente perché non capivo mai il motivo dei miei voti bassi ai compiti di italiano, il 15/15 penetra incontrastato e buca lo spesso velo nero.
Altrettanto nitidamente ricordo di aver scelto francese come lingua della II prova. Il testo da argomentare riguardava i robot, ma ora non mi sovviene cosa abbia scritto. Risultato: 13/15
III prova: inglese e altre materie. 13/15
Rivedo come attraverso un cristallo me, una mia ex migliore amica e mia cugina intente a chiacchierare nella stanzetta la sera fra il 6 e il 7 luglio. Le avevo invitate a dormire a casa mia per supportarmi alla prova orale.
Il 07/07/2007 c'era un mondo di gente ad assistere alla mia prova orale. Tutte persone che fortunatamente nel mio presente non ci sono più: la suddetta ex migliore amica, la suddetta cugina assente da quando ha compiuto 18 anni e chi, la notte fra il 7 e l'8 luglio, divenne il mio ragazzo (per poi lasciarci dopo il mio sbarco dalla Costa nel 2009).
E che orali: come materie interne avevo:
  • tedesco (non la mia cara prof Giovanna Quattrin, sebbene fosse assente solo fisicamente);
  • filosofia (una prof che la filosofia la spiegava molto bene e maccheronicamente, ma che pure agli orali con me si comportò una schifezza, credendo di mandarmi fuori pista chiedendomi di Marcuse - ultimissimo filosofo affrontato, appena accennato per giunta - e alla sua domanda la mia testa formulò un fumetto in cui la prendevo a schiaffi, mentre verbalmente risposi correttamente);
  • matematica/fisica (lo stesso prof che mi "accusò" di essermi inventata la matematica al IV anno, in seguito a un compito di trigonometria in cui presi il voto più alto, 4 1/2, mentre il resto che aveva copiato da me fra 3 e 4; lo stesso prof che nessun* riusciva a capire, ma che io mi sforzavo di comprendere; lo stesso prof che una volta mi disse "Signorina Visone, Lei sa fare cose difficili - tranne la trigonometria! - ma si perde in bicchieri d'acqua!").
Come materie esterne c'erano arte, biologia e italiano e storia. La prof d'arte mi chiese molte cose su Van Gogh e Munch, la prof di biologia ora non ricordo che mi chiese; la prof di italiano e storia doveva aver apprezzato molto la mia scelta azzardata alla prima prova (mi dissero che fui l'unica in tutta la scuola!). Solo che, alla domanda "Cosa successe nel 1929?", io risposi: "Cadde la borsa di DOW JONES!". Il delirio assoluto! La commissione e il "pubblico" si misero a ridere insieme a me!

Totale: 100 (avevo tanti punti di credito acquisiti a suon di corsi extrascolastici, 43 agli scritti e il resto agli orali).

Chi immaginava che, a distanza di "soli" 9 anni, mi sarei ritrovata qui, da docente alle sue prime esperienze, a farsi la domanda e a darsi la risposta di ciò che resta di quei tempi?
Ebbene, eccomi qui. Vediamo cosa resta.
  • il mio essere andata controcorrente in generale quanto nel fatto di aver scelto tedesco per la prova orale;
  • l'esigenza di confidarmi con qualcun* sui miei turbamenti e sulle mie gioie; 
  • il mio aver scelto l'Orientale al di là di chi della mia ex classe avrebbe fatto la mia stessa scelta;
  • la mia solitudine, poiché sono sola a ricordare gli esami di maturità e a sorriderne;
  • Michele. Sì, proprio lui che a gennaio 2007 mi aveva lasciata, di cui speravo di conoscere i commissari esterni per cercare di corromperli affinché lo mettessero in difficoltà. Proprio lui che, al mio primissimo giorno di università (15/10/2007), quando chiesi alle due nuove conoscenze, Paolo e Valeria (che sarebbe poi diventata la mia madrina di cresima), che squadre tifassero, la loro risposta "Milan" mi fece salire il Ramsay Snow perché, nonostante fossi fidanzata e provassi qualcosa di sincero per il mio ex ragazzo, qualsiasi cosa potesse ricondurmi a Michele mi faceva arrabbiare. Proprio lui che, quando avevo deciso per il "da sola o con la persona giusta", ritornò nella mia vita e in questi ultimi tempi stiamo pensando di sposarci, perché no? proprio di 7 luglio, quando entrambi ci siamo diplomati.
Resta, infine, la certezza che la vita prende pieghe imprevedibili e talvolta incomprensibili a primo acchito, ma che poi possono tanto costituire delle piaghe nel cuore, quanto dei trampolini di lancio verso una vita migliore. 
Resta la certezza che possiamo scegliere cosa fare della nostra vita: Dio ci ha concesso il dono del libero arbitrio e bisogna saperlo usare nel migliore dei modi.

venerdì 1 luglio 2016

Le relazioni interpersonali: covo vs. gruppo

Questo post affronta un tema per me alquanto delicato: le relazioni online e offline fra il proprio sé e:
  1. un covo;
  2. un gruppo.
Prima di esporne le caratteristiche, ci tengo a precisare che queste scaturiscono da diverse esperienze personali passate e recenti, quindi lungi da me l'idea di dichiarare verità da riconoscere a livello universale.
Inoltre, è importante chiarire che in questo preciso istante non sono né arrabbiata né felicissima: è solo una descrizione e ho una lunghissima traduzione che mi aspetta!

Ora, passiamo all'argomento partendo dalla "notizia brutta".
Il covo mira verso il basso.


Lo riconosci subito. Vi sono:

  • una mandria di tanti, troppi personaggi;
  • tanti galli a cantare che non si fa mai giorno: spesso, infatti, non si realizza mai nulla di davvero concreto o che esuli dalle attività (spesso ripetitive e quindi monotone) del covo;
  • favoritismi grazie ad auto-incensamenti e incensamenti intra-covo, oltre ad apprezzamenti con secondi fini;
  • il parlarsi e il deridere alle spalle persone assenti, per poi continuare con l'incensamento in loro presenza;
  • l'individualismo sfrenato e il compensare le proprie inettitudini e/o sconfitte nella vita reale con ruoli "di prestigio";
  • lo spionaggio: ogni tua azione deve passare sotto un controllo serrato e guai a mancare a un appuntamento, infatti le 394 volte in cui sei stat* presente sacrificando il tuo tempo per altro, spariscono come per magia;
  • il farti sentire inferiore e il cacciarti/fare in modo che tu te ne vada se fai notare qualcosa di storto da migliorare (o in casi più gravi, da eliminare, sempre per il bene di quello che pensi sia un gruppo).

Nel covo nascono i seguenti sentimenti in chi vi entra e poi esce:

  1. iniziale diffidenza, soprattutto in seguito a diverse batoste (è troppo bello per essere vero, sembra che si vogliano tutt* bene);
  2. diffidenza momentaneamente messa da parte, per vedere fino a che punto il covo si spinge;
  3. (se sei come me, che vuole fidarsi nonostante tutto) apertura e voglia di dare te stess* nell'iniziativa;
  4. senso di appartenenza (apparente): solo apparentemente vieni accettat* nel covo, ma in realtà vieni solo usat*. Non mancano casi in cui ti venga chiesto qualcosa di soldi che non sai manco che fine faranno realmente;
  5. senso di inadeguatezza: sembra che tu non faccia mai abbastanza per il covo;
  6. diffidenza che riemerge perché trova riscontri nei fatti (Cassandra rules!);
  7. rabbia (Ah, se mi fossi fidat* di più del mio sesto senso!);
  8. amarezza (Ah, se avessi speso il mio tempo per altro!);
  9. ricevere il cosiddetto "gioco di specchi", ossia ti vengono affibbiati degli epiteti sulla tua personalità che in realtà appartengono a chi muove queste infamanti accuse, spesso davanti agli altri perché altrimenti da sola la persona non avrebbe il coraggio di dire nemmeno A;
  10. sollievo dopo poco o molto tempo, specialmente quando vieni a sapere che le varie ipocrisie vengono a galla e che il covo si è scisso una volta lasciatolo o una volta che ne sei stat* cacciat*, rompendosi così quell'apparente equilibrio motivo di vanto e in cui tu non saresti MAI entrat*.


Per fortuna c'è anche il gruppo, che mira verso l'alto.

Le caratteristiche principali sono:

  • presenza di un numero contenuto di persone;
  • attività che si concretizzano;
  • sinceri apprezzamenti disinteressati;
  • il dire le cose in faccia, anche in caso di critica (in genere costruttiva, mai distruttiva);
  • la collaborazione: si cresce INSIEME, mettendo ognun* di noi le nostre qualità migliori;
  • la libertà: conta la qualità della presenza, non la quantità;
  • il cercare in vari modi di farti sentire importante e utile nel gruppo, anche andando contro i tuoi pensieri di disistima.

Nel gruppo scaturiscono i seguenti sentimenti in chi vi entra e permane:

  1. iniziale diffidenza, soprattutto se si sono avute delle batoste (è troppo bello per essere vero, sembra che si vogliano tutt* bene);
  2. diffidenza che viene messa pian piano da parte, per vedere fino a che punto i propri pensieri masochisti hanno un reale riscontro nella realtà;
  3. apertura e voglia di dare te stess* nell'iniziativa;
  4. senso di appartenenza (reale): nonostante i tuoi suddetti pensieri masochisti, vieni realmente accettat* nel gruppo per come sei, e la tua motivazione cresce perché sai di riuscire a fare qualcosa di buono per te stess* (nel fidarti del gruppo) e per gli altri (nel metterti a disposizione);
  5. diffidenza che NON trova riscontri nei fatti, nonostante provi a riemergere in diverse occasioni come MERO RIFLESSO di esperienze negative passate (Cassandra loses!);
  6. appagamento (Ah, finalmente non è tutto vano ciò che cerco di fare nel mio piccolo!).

Alla luce di quanto appena scritto, per quanto anche nei gruppi possano nascere delle discordie, sono contenta di fare (ancora) parte di gruppi e di aver abbandonato diversi covi.

E tu, cosa ne pensi? Hai mai sperimentato uno dei due casi o entrambi? Racconta la tua!