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mercoledì 7 settembre 2016

"Ho superato la prova! Aspetterò la fine degli orali del concorso." (cit. Galadriel)


Come qualcun* di voi avrà potuto leggere su Facebook, ieri ho superato l'orale di un concorso a mio parere iniquo (facendo fuori persone con le controgonadi!) e infernale, vista la tensione continua nel doversi sottoporre a esso dopo il TFA, nell'attesa di avere notizie, nel cercare di fare qualcosa ma poi di non fare più nulla perché si è impegnati a scuola e/o a vivere una parvenza di vita nonostante gli impegni lavorativi e l'impegno mentale verso il nulla di fatto - almeno durante il pre-TFA avevamo sì un bel malloppone da fare, ma quantomeno sapevamo su cosa concentrarci di preciso.
Un concorso infernale, vista la tensione di pescare una traccia da sviluppare entro 24h, come mi pare sia successo anche in passato (e togliendo 6 ore di sonno + 2 in cui sono stata senza corrente né internet + qualche ora di viaggio verso la scuola + 1 ora di replica della 4*02 del "Trono di Spade", da 24 ne ho avute solo 14).
Certo, non è sicuro ancora nulla sul ruolo: in primis credo che mi sentirò così solo dopo anni di esperienza, in secondo luogo devo attendere che finiscano di dare tutti l'orale e che esca la graduatoria di merito.
Eppure non ho potuto fare a meno di festeggiare la liberazione camminando un bel po' oggi a Roma, in compagnia della mia migliore amica Barbara che abita lì e di altre care amiche e amici del gruppo Always Harry Potter (https://www.facebook.com/AlwaysHarryPotter394/?fref=ts), nonché di Francesco Vairano (chi? Il doppiatore di Gollum e Piton!), il quale non solo è di origini napoletane e conosce il tedesco, ma ci ha anche deliziati per circa tre ore mentre, nel salone di casa sua, ci raccontava diverse sue esperienze senza annoiarci mai, anzi, le mascelle mi facevano male per la contentezza come non mi succedeva da tantissimo!

Altri festeggiamenti li riservo sabato sera col mio amore e con altre amiche, e gli altri giorni in famiglia!
In questo momento la stanchezza si fa sentire, ma prima di rispondere ad alcuni messaggi su WhatsApp dal letto, ci tengo a ringraziare tutte le persone reali e virtuali per il pensiero, per l'incoraggiamento, per la vicinanza.
È sempre bello sapere che c'è chi crede in me e nei miei sogni, e che sia condivisa la gioia di aver superato un altro processo diabolicamente burocratico e che ha perso acqua da tutte le parti!
Chiunque può farcela, non smettete MAI di credere ai vostri sogni! L'impegno ripaga sempre a tempo debito, 'o Signor è lungariell, ma nun è scurdariell! <3

#finoallultimotieffinoinruolo
#abilitatitfa
#tfaèconcorso


sabato 3 settembre 2016

La figlia tace, la madre intende

"La figlia tace, la mamma intende": uno dei più veri proverbi.
Taccio ma penso,
Taccio ma mi chiudo,
Taccio ma mi rattristisco.
Taccio perché in realtà vorrei parlare ed esprimere al mondo tante cose a parole e a fatti: gioie, rabbie, soddisfazioni, amarezze, speranze, disincanti.
Eppure a chi importerebbe sapere ciò che penso?
A chi importerebbe sapere perché mi chiudo?
A chi importerebbe sapere perché mi rattristisco?
Solo lo scrivere mi aiuta a sciogliere questo stretto nodo silenzioso, così come il sapere che c'è almeno UNA persona al mondo cui importa davvero conoscere i miei pensieri, i motivi della mia chiusura e del mio rattristarmi, seppur capisce tutto da sé: mamma.

giovedì 1 settembre 2016

A proposito di fertility day, vorrei poter pensare che...

...basti l'amore per creare una famiglia, il famoso "due cuori e una capanna", ma purtroppo non è così.
Innanzitutto bisogna avere la fortuna di avere una casa di proprietà (così da non dover pagare il fitto) e un lavoro stabile (così da essere indipendenti e soddisfatti). Vogliamo mettere, inoltre, la presenza della materia prima e una condizione fisica adeguata, cioè essere dotati di fertilità?
In aggiunta a ciò, personalmente non voglio viziare la mia futura prole (papà mi chiamava Ministro delle Finanze per la mia morigeratezza e davvero ho solo il "vizio" dei libri), ma vorrei trasmettere ai miei futuri figli l'amore per se stessi (ciò che si può nutrire e dimostrare anche facendo il lavoro che si ama) e dare loro i mezzi necessari al raggiungimento dei loro sogni (e si sa che in Italia oggigiorno senza soldi non si cantano messe: bisogna investire a livello economico per garantire loro il diritto allo studio e al lavoro).
Mi si potrà dire "Ai miei tempi si figliava a occhi chiusi e si viveva in tanti nella miseria", "c'era la guerra eppure si sopravviveva, senza vizi e con un solo stipendio" ed è sicuramente così, non metto in dubbio che certi valori di una volta provengano da situazioni non sempre semplici. Tuttavia, a parte il fatto che i tempi sono cambiati, inoltre ho vissuto sia la povertà sia la giusta agiatezza e l'arte dell'arrangiarsi è insito nel mio DNA.
Infine, non mi sento di diventare mamma se non ho prima io una stabilità e indipendenza economica e mentale. Che esempio può dare alla prole un genitore frustrato, che si è arreso alle prime difficoltà, che non ha perseguito e messo in pratica un proprio sogno che comporta sì dei sacrifici, ma che almeno dà anche una soddisfazione professionale ed economica in grado di sostenere la famiglia sia nell'amore spirituale sia nel benessere socio-culturale?

- Non aggiungo altri ambiti (coppie sterili, adozioni, scelta di rimanere celibi/nubili, etc.) perché mi sono bastati alcuni Tweet anche ironici -