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mercoledì 12 aprile 2017

Un lungo periodo di (apparente) silenzio stampa in materia di scrittura

Salve di nuovo!
Poche settimane fa annunciai su FB che avrei aggiornato i lettori fedeli e sinceri degli ultimi avvenimenti in materia di scrittura e fiere.
Ebbene, chi come me scrive con la mente e col cuore ha sempre questo "vizio", anche se nel mio caso devo mettere da parte la bozza del mio primo romanzo perché il lavoro di insegnante richiede troppo tempo e concentrazione per potermi dedicare ad altro; anche se taluni ignorano e/o non apprezzano il mio modo di scrivere e/o il genere poetico perché "non vende".
Tanto per fare un esempio, l'articolo accademico di cui ho parlato nel post precedente mi ha richiesto molto tempo (sebbene in modo discontinuo): avere a che fare con un layout, con un modo di riportare citazioni e con un tipo di scrittura diverso da quello "solito" non è stato semplice, ma ha dato i suoi frutti come in ogni cosa in cui mi impegno tanto (cioè quasi tutte!)
In aggiunta a ciò, ho provveduto a proporre correzioni a testi proposti in un'iniziativa simpatica e creativa del caro gruppo FB L'isola della scrittura felice.
Inoltre, le copie del mio libro sono state presenti a due fiere nello stand degli autori youcaniani, a Padova e a Firenze. Anche se in entrambi i casi non ho venduto nulla e sebbene abbia regalato il mio libro, scritto fra sofferenze e rimpianti vari, a una persona che non ha "potuto" dire la sua nonostante il genere mio e suo sia lo stesso, la risonanza di queste due iniziative e lo spirito di squadra hanno fatto sì che il responsabile di YCP provvedesse all'acquisto dello stand alla futura fiera di Torino (e si spera un trattamento simile anche per altre fiere future). 
Tuttavia ai prossimi eventi di Milano e Torino ho deciso di non partecipare per tre motivi:

  1. voglio essere presente pure io fisicamente, per poter conoscere altre persone e per tentare di far conoscere la mia opera: dopotutto solo chi ha scritto il proprio libro sa davvero cosa ci sia dentro e poi gli altri pubblicizzano se stessi più che i libri altrui (tranne in caso di scambi di recensioni). Inoltre non penso sia giusto che chi è presente debba fare il lavoro pesante anche per chi non c'è;
  2. la poesia non vende e i prossimi investimenti di questo genere saranno fatti per il futuro romanzo, non più per Poesie di periferia;
  3. per Giovedì Santo ho previsto di revisionare il romanzo tradotto per La Bottega dei Traduttori, Die indischen Opale, così da farlo pubblicare con YCP sia col nome mio (in veste di traduttrice) sia con quello della cara e paziente revisora Silvia Maragliano.
Infine, io scrivo sul diario personale, quindi non è detto che chi non scrive per il pubblico non scriva affatto.
La scrittura, per chi la vive come stile di vita, non è riducibile al mercato, al marketing e alle vendite.

lunedì 10 aprile 2017

Vive la France, vive la vie! - breve esperienza in Provenza

Buonasera cari lettori,
sono reduce da una bellissima esperienza accademica a Aix-en-Provence, una piccola cittadina francese piena di natura e di persone gentili e simpatiche.
Ci sono andata per presentare il mio primo articolo accademico, scritto per continuare la collaborazione col mio caro relatore. Sembrava un giorno così lontano, invece è già andato via! 

E pensare che inizialmente non volevo partire: sarebbe stato il mio terzo viaggio da sola in pieno periodo di attentati, e sarei andata lì a pochissimi giorni dalla morte di mio cugino. 

Fortunatamente questa breve sosta estera mi ha rigenerata: innanzitutto sono stata tre giorni lontana dalla routine, dalla scuola e dai relativi impegni (amo insegnare, amo di meno certe situazioni), poi ho soddisfatto il mio ego tripaholic dopo quasi 4 anni in cui non mi sono potuta concedere nessun viaggio estero per motivi familiari e lavorativi. Inoltre, per l'ennesima volta ho dimostrato a me stessa di essere in grado di affrontare una situazione difficile nonostante i 1000 motivi per cedere. 
Dopotutto, quando mi sarebbe ricapitato di stare in mezzo a professori universitari e dottori e dottorandi, di girare un po' la città nel tempo libero, di discutere il mio articolo in italiano con tanto di code switch in francese, di praticare le lingue di studio e di passione con persone da diverse parti del mondo, di mangiare benissimo senza prendere peso, di vestirmi tutta elegante con tanto di permanente fatta dopo 3 ore interminabili dal parrucchiere? Perché avrei dovuto rinunciare dopo anni di stesura, ricerca fonti, correzioni, idee, etc.?
Invece non solo sono andata, ma ho persino ricevuto diversi complimenti, soprattutto dal mio caro relatore:
  • è una ragazza che ha lavorato molto su se stessa;
  • dal primo giorno di lezione avevo percepito che ci fosse qualcosa in più in lei (con tanto di risate per quei ricordi);
  • dice le cose giuste ma in modo non sempre esatto;
  • ai suoi obiettivi ci è arrivata con le sue forze;
  • altro che non ricordo.
Persino la rottura delle calze e di una scarpa venerdì pomeriggio è stata una sfida di resilienza ampiamente superata: nella vita bisogna sempre trovare un piano B, nella fattispecie avevo un paio di calze e di scarpe di riserva, e ho indossato il pantalone da viaggio e una maglietta più elegante per la presentazione.  
Insomma, potevo scegliere di rimanere a casa e far sballare il programma, come altri che non si sono presentati al convegno LICOLAR, oppure potevo scegliere di partire e far conoscere una mia idea di unità di apprendimento per insegnare la storia in lingua tedesca con approccio CLIL (Content and Language Integrated Learning), con il grande incoraggiamento di uno dei migliori professori che abbia mai conosciuto.

Allo stesso modo, ognuno di noi può scegliere:

  1. di vivere o di morire prima del tempo;
  2. di dare luce o di oscurare se stessi e gli altri;
  3. di essere grati o meno alla vita;
  4. di fare delle difficoltà un ostacolo da saltare o un muro invalicabile;
  5. di affrontare un problema hic et nunc o di procrastinare finché il problema non diventa qualcosa di insuperabile;
  6. di crescere e aprirsi mentalmente o di nascondersi dentro la zona di comfort che, a lungo andare, soffoca e impedisce un pieno sviluppo delle nostre capacità;
  7. e via dicendo.
A presto col prossimo articolo, quello promesso ai miei lettori sul resoconto delle ultime esperienze di scrittura e fiere letterarie!
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lunedì 3 aprile 2017

Stop - rewind - perché?

Dopo l'ennesimo compito in cui dover girare fra i banchi per le innumerevoli richieste da parte di persone più o meno studiose, arriva una doccia fredda.
Stavo facendo il conto alla rovescia per giugno, per poter finalmente tornare nella regione che mi ha regalato tante vacanze spensierate, nondimeno la prima vacanza con un'amica fortunatamente ritrovata.
Fremevo per la gioia di non dover sostenere gli Esami di Stato proprio per poter rincontrare chi, in quelle vacanze, c'era a condividere il lato più leggero dell'anno.
Sai, c'è un ragazzo che mi piace e fa di cognome Ciuchi. È un amico di mio cugino senese, ma è un po' grande. Rimanga un segreto fra noi.
Giocando a carte al "gioco del ciuccio":
Ahah, hai perso, CIUCHINO, CIUCHINO!
Uffaaaa! Allora se io sono ciuchino, tu sei ciuchina!
Va benissimo!
Passano gli anni e viviamo diverse vacanze. La mia ultima in Calabria risale a 10 anni fa, proprio dopo la maturità e dopo il soggiorno a Belmonte Calabro con la mia amica Claudia.
Allora, come va con Raimondo (il mio ex ragazzo)?
E continuano le confidenze.
La casa di "ciuchino" era ancora in costruzione all'epoca, e lo zio disse a mio padre che lo avrebbe aspettato a braccia aperte, una volta terminati i lavori.

Purtroppo, per vari motivi, la Calabria l'ho successivamente vista solo dalle foto analogiche delle estati scorse. Eppure ogni volta, prima di Facebook, chiamando Spilinga:
Ciao zia, come stai? Ci sta Giuseppe? Me lo passi?
A dicembre 2014, proprio poco dopo la morte di mio padre, il mio cuginetto calabrese è venuto da me. Il 25 dicembre sera:
Dai, facciamo dei video a colpi di bacchetta!
Uff, ma sto in pigiama!
E che fa? 
Ok, sìììììììì, EXPELLIARMUS!
AVADA KEDAVRA!
E dopo diversi tentativi in cui ridevo come una sciocca, la gomma da cancellare attaccata alla bacchetta di ciuchino va a sbattere contro la TV della cucina.

Pochi giorni dopo, facciamo un giro al Vomero per incontrare una coppia di amici di università.
Hu Mike, guarda, hai il cappotto sporco di bianco. Cos'è?
Cacca di piccione!
Guarda che ce l'hai pure tu, ciuchino!
E mio fratello: AH AH!

Altre confidenze da parte sua: foto, pensieri, dubbi, speranze e illusioni infrante.


Dopo ciò, la corrispondenza continua soprattutto su FB e lui fra gli invitati d'onore al mio matrimonio.

L'ultima chat il 25 marzo:
Non ho gli esami di maturità, yeeeah! E se non avrò nemmeno i corsi di recupero, a giugno corro in Calabria!
Cuoricini e corrispondenze pure con chi oggi mi ha mandato il messaggio che a confronto una doccia fredda è una sauna:
Roberta, Giuseppe non c'è più.
Urla, pugni e calci contro il muro della caserma vicino alla scuola, la testa e la vista appannate.
Stamattina zio ha aperto la porta di casa e l'ha trovato impiccato.
Altre urla, il trucco che si scioglie, cosa non sfuggita in ufficio del personale, dove sono andata per chiedere i giorni di permesso per la Francia e anche per mercoledì 5.
Professoressa, ma ha il trucco tutto sciolto. Cos'è successo?
E ora sono davanti al PC, dopo un pomeriggio (generalmente volto al lavoro di insegnante) a chiedermi il perché, ad arrabbiarmi per la melma di gentaglia che, inutile, parassita, nociva, apatica, dedita al solo successo esteriore, ancora campa, mentre un fanciullo così profondo, candido, di buon cuore, ha raggiunto il suo nonno altero e mio padre troppo presto: dopotutto, se lui deve andare all'Inferno per questo gesto estremo, allora tutti dovremmo andarci, dato che non è bastato il nostro affetto a farlo rimanere qui, dato che di melma vivente ce n'è in abbondanza per tutti i gironi infernali.