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giovedì 7 settembre 2017

Estate 2017 - Una meravigliosa e agrodolce vacanza in Calabria

Escludendo la toccata e fuga del 30/4 per motivi non piacevoli, tornare in Calabria dopo 10 anni ha significato tanto per me.
Innanzitutto io, Mike e la mia famiglia avevamo un estremo bisogno di staccare la spina dal tran tran e (quasi) tutto ha giocato a nostro favore:
  • il mare (SEMPRE pulito);
  • l'aria fresca;
  • il buon cibo;
  • la buona compagnia;
  • i Sudoku;
  • i cruciverba;
  • il residence;
  • persino i MB rimanenti dopo aver visto dal cellulare l'ultima puntata di stagione di GoT (non c'erano linee wireless aperte, ma anche da un piccolo schermo la goduria è stata tanta, tantissima!) 
Secondo, è sempre bello conoscere nuovi parenti e riscoprirne di antichi, ma ancora più bello è percepire un affetto che il tempo, gli impegni e la distanza non hanno scalfito, casomai il contrario.
Terzo, dopo la vacanza dell'anno scorso con la famiglia di Mike, vissuta malissimo per problemi fisici, per l'ansia da concorso e con costumi a un pezzo per la vergogna, non solo il mio lato stacanovista si è riposato per bene dopo un anno ricco di lavoro, imprecazioni e scrittura fino al 24/8, ma ho anche potuto sfoggiare il mio bel fisico indossando dei bei costumi a due pezzi, fra cui quello di taglia 44 che non ho indossato per anni. Non c'è niente di meglio per me che vedere i risultati dei miei sacrifici e godermeli! Inoltre che bello riuscire a svegliarsi senza sveglia, non dover riempire calendari e agende di attività, poter respirare l'aria marina a pieni polmoni, guardare il tramonto con la mia dolce metà, provare a pescare (rimbrotti inclusi!)
Quarto: che nostalgia vedere certi luoghi immutati mentre la mia vita è stata stravolta in bene e in male. A S. Maria di Ricadi, dove 19 anni fa io e la mia famiglia andammo in vacanza per circa 2 settimane, è rimasto tutto come ricordavo, compreso l'esterno della casetta fittata quando avevo 10 anni.

Certo, avrei tanto voluto vivere questa vacanza con mio padre e col mio cugino (in realtà nipote) Giuseppe, ma per loro fortuna loro stanno bene in Paradiso, mentre noi siamo rimasti a combattere su questa terra anche per portare avanti i loro ideali.
Certo, mio fratello insisteva ogni giorno affinché ce ne andassimo subito dalla spiaggia perché è "allergico" al sole e all'aria aperta, ma essere me, indossare le mie scarpe, mettersi nei miei panni significa pure vivere con la disabilità. Alcune volte è dura, si "intosta 'a nervatur" e vorrei non solo "mettere tutti in faccia al muro", bensì stare anche completamente sola per svincolarmi da ogni responsabilità e per poter considerare e valutare la mia essenza ed esistenza al di là di una delle "parentesi" della mia vita (Husserl et Pirandello docent). Altre volte io e Mike riusciamo a godere i lati buoni dell'autismo e le persone estranee sono solidali.
Ebbene, non voglio che questo post diventi uno gnegne infinito, quindi torno su degli articoli tradotti dal tedesco (no, non potrò mai fare a meno di questa lingua: è più di una droga!)

E voi? Come e dove avete trascorso la vacanza?
Vi lascio con uno dei tramonti più belli di questa villeggiatura a Capo Vaticano, anzi no, vi lascio due foto.

Ecco il famoso costume taglia 44 :D