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I miei passi nel self-publishing

Salve a tutti! 
Come riportato all'ultima pagina di Poesie di periferia, di seguito riporto una mia vecchia testimonianza sul self-publishing, così da poter farvi un'idea di alcuni passi da fare nel mondo dell'editoria digitale.

Sono Roberta, un'autrice emergente di Youcanprint, e con questo post voglio testimoniare la mia esperienza di auto pubblicazione con la sempre gentile disponibilità e serietà dello staff di Youcanprint.
Dalla serie "incontri ravvicinati del secondo libro", ho voluto dare una seconda chance a questa piattaforma di self-publishing e devo dire che le aspettative si stanno man mano realizzando come desideravo dal primo momento. Prima di parlare della situazione attuale, illustrerò brevemente l'esperienza precedente a questa: credo che, per chiunque si approcci al mondo dell'editoria per la prima volta, sia edificante conoscere i retroscena di chi è un passo in avanti.
Ho iniziato per puro caso con YCP come traduttrice e revisore di testi già tradotti, ed è in questo contesto che entrano in scena le mie poesie, raccolte insieme a una storia breve nel libro "Anti-Zibaldone 2.0": fino al mese di dicembre 2014 (quando ho auto pubblicato l'opera) solo 7-8 persone avevano letto le mie poesie, come riportato anche in due interviste di cui vi inserisco i link: http://worldshopnews.altervista.org/anti-zibaldone-2-0-intervista-a-roberta-fausta-ilaria-visone/ e http://robertafivisone.wix.com/antizibaldone2punto0#!Versione-integrale-della-mia-seconda-intervista/c1q8z/7DADEE23-7D14-45F8-965B-FD60A8B584D2. Avendo già constatato la serietà e la professionalità con cui lo staff lavora, nonché in seguito a un evento personale che ha lasciato il segno, ho deciso di rendere note le mie poesie a un pubblico più vasto, sperimentando sulla mia pelle vantaggi e svantaggi dell'auto pubblicazione.
Un proverbio tedesco dice Jeder Anfang ist schwer (="ogni inizio è difficile"): dopo il grande batticuore per la scelta intrapresa, la fase post-pubblicazione è stata caratterizzata da un lungo intervallo (poiché presa al 99% dall'arduo percorso chiamato TFA), pertanto non vedendo risultati né vantaggi in quell'1% di tempo che avevo per dedicarmi al libro, ho dubitato sia di me stessa, del mio prodotto e delle mie capacità persuasive, sia di questa piattaforma cui mi ero affidata. Ero arrivata al punto di pentirmi di aver cacciato il suddetto coraggio (con un genere letterario bistrattato e in un paese dove si legge sempre di meno), ma una parte di me era anche convinta che le cose sarebbero andate meglio col passare del tempo.
Così a luglio 2015 mi sono liberata dal TFA e, in seguito a recensioni e pareri ricevuti in vari modi (off-/online), ho deciso di seguire determinate critiche costruttive e di valorizzare complimenti e incoraggiamenti: da qui è nato il mio nuovo #PdP, che significa sia "Poesie di periferia" (il nuovo titolo del mio libro, più personale e più chiaro sul genere trattato), sia soprattutto "punto di partenza".
In questo nuovo inizio ho remato contro il mio pensiero originario sulla lettura (a favore del cartaceo, a sfavore dell'e-book) e sono andata incontro alle esigenze dei lettori, che sempre di più leggono sugli eReader: ho focalizzato molto l'attenzione sull'aspetto digitale, inserendo link nelle note a piè di pagina e non solo, nonché creando di persona i formati ePub e Mobi con cui attualmente è disponibile "Poesie di periferia", oltre ai formati cartaceo e PDF. Inoltre ho notevolmente ridotto il costo dell'e-book in accordo con YCP e ho dedicato e sto dedicando molto più tempo alla mia opera, cercando e ottenendo collaborazioni, pubblicità, ecc.. Devo dire che i risultati li sto man mano ottenendo: maggiore visibilità, qualche collaborazione e le vendite (per quanto il guadagno non sia mai stato il mio vero e unico obiettivo).
Ho raccontato tutto questo perché è sì vero che il self-publishing ha vantaggi e svantaggi: sei autore ed editore del tuo prodotto; spetta soprattutto a te occuparti della promozione dello stesso; chiunque può auto pubblicare (quindi anche autori di opere di bassa cultura); in Italia la domanda appare minore rispetto all'offerta di libri da leggere. Per non parlare dei piranha che vogliono spulciarti soldi non appena la tua opera viene auto pubblicata (sono caduta in una piccola trappola quasi due anni fa e mi è servita come esperienza!)
Tuttavia, è altrettanto vero che i costi di pubblicazione con YCP sono nettamente inferiori rispetto alle CE "canoniche", esistono editori che recensiscono il tuo libro gratis (i cosiddetti No EAP) e l'opera è distribuita in tante librerie online e cartacee grazie a YCP, persino sulle gettonate Amazon e Kindle Store. Inoltre la piattaforma è molto versatile, adattandosi alle esigenze di noi autori e autrici che ci siamo affidati a loro: ad oggi vi sono e-book gratuiti sul self-publishing e nuovi servizi a disposizione di autori e autrici. Insomma, sia la piattaforma sia gli autori crescono quasi simultaneamente, com'è giusto che sia in un rapporto di reciproca collaborazione.

Pertanto consiglio a chiunque alle prime armi di esporre i propri dubbi a questa casa editrice non tradizionale e, se vorrà, di auto pubblicare con loro: anche io sono passata sotto le forche caudine e devo dire che, se ne sono uscita bene, è stato anche grazie alla disponibilità e alla professionalità di YCP. Questi sono gli altri fattori che vi possono aiutare notevolmente, proprio come hanno aiutato me:

1) il tempo: per quanto la realtà possa sembrarci diversa, nessuno ottiene le cose senza fare un minimo sforzo, oppure, se le ottiene, vanno via in un batter d'occhio (easy come, easy go). Come diceva Antoine de Saint-Exupéry, "Il tempo che hai perso per la tua rosa è ciò che fa la tua rosa tanto importante";
2) le persone adatte a fornire consigli spassionati ed edificanti: lasciate perdere chi vi dice, senza alcuna motivazione o a mo' di sfottò, di lasciar perdere. Al contempo, abbiate l'umiltà di ascoltare chi vi vuole aiutare a emergere davvero: l'opera non è mai completa alla prima stesura, ci vuole sempre un labor limae, come ho constatato io sia con Anti-Zibaldone 2.0, sia con la storia breve inedita, pubblicata su un'antologia natalizia il cui progetto è partito dal gruppo FB "USE - Book Love (Unione Scrittori Emergenti)" (www.amazon.it/Strenne-dinchiostro-Unione-Scrittori-Emergenti-ebook/dp/B0197M0P1U/ref=cm_cr_pr_product_top?ie=UTF8) e, come opera edita, su quest'altra raccolta dedicata al terremoto ad Amatrice (https://www.jotformpro.com/form/62533829563968);
3) persone professionali e disponibili: ciò che YCP possiede, altrimenti non l'avrei riscelta;
4) capacità di marketing che qualche anima superfortunata ha innata (e non sa che invidia che provo per essa!), ma che si può anche apprendere, purché ci si voglia mettere in gioco;
5) credere in ciò che avete auto pubblicato. Un gruppo di persone acculturate di recente ha osato ironizzare sulla parola "social", usata nel mio biglietto da visita per enfatizzare la vicinanza del libro a ciò che è vicino ai nativi digitali, ma poco importa: se è vero che non si può piacere a tutti, è altrettanto vero che non tutti devono piacere a me!


Ne approfitto per invitarvi sulla mia pagina FB dedicata al libro: https://www.facebook.com/poesiediperiferia
Cliccate "mi piace" se è di vostro gradimento e, per qualsiasi richiesta, potete scrivermi alla seguente mail: robertafi.visone@gmail.com.

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